To Lose La Track Tag Archive
To Lose La Track, torna il festival Italian Party, domenica 17 luglio a Umbertide (PG)
Segnate la data sul calendario, domenica 17 luglio 2016 dalle ore 16 avrà inizio la sedicesima edizione dell’Italian Party, il festival dell’etichetta To Lose La Track.
Sedicente e sedicesima, sedici gruppi, due palchi (Piazza San Francesco e Chiostro), banchetti merchandise e autoproduzioni (vinili, cd, magliette, libri), area ristoro con i mitici panini (onnivori, vegetariani e vegani).
L’ingresso è gratuito!
In caso di maltempo il festival si svolgerà presso il Cinema Metropolis Umbertide.
Di seguito i gruppi partecipanti (sono 16 e sono mazzate!)
1. Delta Sleep (Brighton, UK)
2. GIONA (Napoli)
3. DAGS! (Milano)
4. Labradors (Milano/Cantù)
5. Marnero (Bologna/Roma)
6. MINNIE’S (Milano)
7. Riviera (Forlì)
8. LEUTE (Milano)
9. LAGS (Roma)
10. SHINEBOX (Foligno)
11. Crtvtr (Genova)
12. Urali (Rimini)
13. Baffodoro (Sassuolo)
14. McKenzie (Lamezia Terme)
15. Tante Anna (Pesaro)
16. BENNETT (Toscana, con membri di Disquieted By e C H A M B E R S)
Altre info su come dormire e arrivare | https://www.facebook.com/events/1039912982752980/
Qualche informazione turistica su Umbertide, le piazze e i monumenti | http://www.comune.umbertide.pg.it/Citta-e-territorio/Monumenti
Marnero – La Malora
È tempo di conclusioni di inizio anno. È tempo di cominciare l’anno con un finale che lasci il segno. È tempo di chiudere un cerchio cominciato circa sei anni fa. Sto parlando de La Trilogia del Fallimento, concept sulla lunga distanza ideato dai Marnero e sviluppato in tre capitoli, di cui La Malora rappresenta l’epilogo. Come ogni bel libro che si rispetti, “Porti” è per il disco la degna prefazione, catartica, con il violoncello di Matteo Bennici ad addolcire solo parzialmente lo sfogo vomitato dalle parole di J.D. Raudo. Sono “Labirinti” e “L’Ubriaco” ad immergerci pienamente nelle atmosfere Hardcore tipiche dei Marnero, aggiungendo un personalissimo tocco Sludge. In mezzo a tutta questa rabbia abbiamo momenti di stacco, piccoli lampi di luce come la splendida “Il Baro”, sorretta da una chitarra soave e legata da una membrana invisibile a “Il Bambino”, l’episodio più introspettivo dell’album. Altre istantanee indelebili de La Malora sono senz’altro il violino di Nicola Manzan (alias Bologna Violenta) ne “Il Testimone” e la tromba di Paride Piccinini nella lapidaria “L’Altro Lato”. La band bolognese ci ha donato un lavoro dalle mille facce: veemenza, passione, riflessione. Eppure ci troveremo stranamente a nostro agio all’ascolto, cullati da note d’odio. E il naufragar sarà dolce in questo mare…di sangue.
Giona: il video di “Do You Wanna Dance?”
“Do You Wanna Dance?” è il nuovo video dei Giona, contenuto nel loro Per Tutti I Giovani Tristi uscito a settembre per To Lose La Track, Fallo Dischi e Stop Records. Una scelta inusuale quella di fare il video dell’unica cover del disco, ma per citare i Giona “concerto dopo concerto, “Do You Wanna Dance?” non è più una canzone che reputiamo una cover, ma semplicemente una canzone nostra che cantiamo nella lingua dei Sopranos”. Un video per sdrammatizzare, per non prendersi troppo sul serio.
Chambers – Colpi Scapoli
E’ inesatto definire Colpi Scapoli l’ultimo disco dei toscani Chambers. Però la parola compilation stona terribilmente nel mio vocabolario, anche se è quello che è a tutti gli effetti. Questo nuovo lavoro, fresco fresco di stampa come sempre sotto la benedizione della To Lose La Track, è una raccolta di brani registrati tra il 2009 e il 2014. Il menu comprende remix, cover, canzoni già edite ed alcune proposte per la prima volta in madrelingua. Le prime tre fanno proprio parte della categoria appena indicata. Sono infatti riproposizioni di altrettanti pezzi usciti nel 2010 nell’omonimo disco d’esordio ed all’epoca eseguite in inglese. “Pianura” (originariamente “Second Wall War”) è un’epopea di oltre sette minuti che racchiude tutte le sfaccettature del sound grezzo dei Chambers: screaming nevrotici e rallentamenti improvvisi, dettati dalla ritmica forgiata da Gigi e Nicola.
Il giro nelle montagne russe prosegue con l’azione/reazione di “Discesa” (“Black To The Future”) e “Salita” (“A Planet Is On Fire”). In balia delle vertigini tocca a un altro trio di composizioni, partorite l’anno scorso per lo split con i The Death of Anna Karina, sconvolgerci ulteriormente le cervella. All’interno di esse c’è “La Sera Leoni, La Mattina Leoni”, forse quanto di più melodico e, allo stesso tempo, di più violento sia mai venuto fuori dal song writing della band. Questa seconda parte cede il passo a ben quattro cover: nomino prima classificata “This Is Not A Love Song” dei Public Image Ltd, riletta in modo audace, in una mistura barcollante tra i Pixies ultima manierae i Deftones primevi, come se ci fosse una sorta d’immaginario passaggio del testimone. Chiude il cerchio l’evitabile remix elettronico di “Le Facce Uguali di Due Medaglie Diverse”, che prevede Johnny Mox relegato al ruolo di guest star. Colpi Scapoli ha la doppia valenza di essere un punto d’inizio ideale per chi non li ha mai seguiti e una riconferma agli occhi dei loro sostenitori. Se capitano a suonare dalle vostre parti, correte a vederli. Su disco spaccano. Dal vivo spettinerebbero un pelato.
Majakovich – Il Primo Disco Era Meglio
Come si evince dal titolo, Il Primo Disco Era Meglio è il secondo lavoro del trio umbro Majakovich. Ultimamente è molto semplice associare l’Umbria al simpatico Luca Benni e alla sua etichetta To Lose La Track, la quale ha confezionato, insieme ad altre etichette discografiche (Metrodora Records e V4V Records), questo disco. Gli alfieri indiscussi della To Lose La Track si chiamano Gazebo Penguins. Se pensi a loro è impossibile non farsi venire in mente la barba di Capra, fautore, guarda caso, del booking de Il Primo Disco Era Meglio. Tuttavia i tasselli del puzzle non ancora hanno finito di combaciare: il refrain di “La Verità (E’ Che Non La Vuoi)”, con le sue curvature Emo Rock, può tranquillamente essere scambiata per un brano dei “pinguini”. Assonanze si notano anche con il coro di “Devo Fare Presto”, simile, eppur dissimile, a “Calce” dei Fast Animals And Slow Kids, conterranei (e le coincidenze paiono non cessare mai) dei Majakovich. Attenzione però a non scambiarli per delle pallide imitazioni di band un pelo più blasonate, perché è necessario avere ben stampato un concetto nel cervello: il terzetto in questione, se ci si mette, è in grado di sovvertire addirittura il naturale svolgersi degli eventi.
Il basso granitico di “Perché Francesco Migliora”, sgranocchierà sassi finché non verrà interrotto dal tenerissimo pianoforte che introduce “Colei Che Ti Ingoia”. Praticamente la tempesta prima della quiete. Due punti focali che fanno lievitare il voto sono senz’altro i testi e le melodie dannatamente catchy. Se poi i due fenomeni entrano in rotta di collisione, ci potremmo trovare a cantare a squarciagola in coda alla cassa di un supermercato E io non me lo scordo quell’inferno. Faceva troppo freddo, ritornello di “L’Hype Del Cassaintegrato”. I quaranta minuti circa che compongono Il Primo Disco Era Meglio, vanno via che è una bellezza, sono pochissimi gli scivoloni nell’autocompiacimento. Esempio lampante, in questo senso, sono gli arpeggi infiniti posti nel finale della malinconica “Una Vita al Mese”. Ma è un’eccezione, un minuscolo neo di un lavoro che non mostra mai il fianco e non ha punti deboli evidenti.
TAKE A WALK IN THE WEBSITE, MOLA MOLA WEBZINE NIGHT @ LALLA WAHLALLA
Take a Walk in the Website è l’invito da parte del variegato campionario di umanità che da un anno e mezzo a questa parte anima Mola Mola Webzine a fare una passeggiata tra le connessioni reali e vissute tra musica e ulteriori forme d’arte. Il Lalla Wahlalla offre lo spazio, che verrà trasformato in un luogo metaforico che sappia rispecchiare la struttura del sito stesso, attraverso l’impegno e le attività dei collaboratori. In una cornice adeguatamente allestita con immagini di concerti (scatti di Barbara Della Porta e Ludovica Galeazzi) e con fumetti su audiocassette di carta (il progetto “This is not a love song” della New Monkey Press Records in collaborazione con To Lose La Track, illustrazioni legate a bellissime canzoni d’amore), la serata comincerà con le interviste live, a cura di Anna G Gala e Jacopo Serotti: a rispondere alle curiosità e alle domande, gli Zippo, da poco rientrati in patria dopo il tour europeo, e Antonello Recanatini, che presenterà “Abruzzo invented punk”, prima e prossima uscita della Nova Feedback Records.
A seguire, un reading musicale di testi scritti dai redattori ispirati alle vite di alcune celebrità del mondo del Rock, da Lou Reed a Courtney Love passando per Johnny Cash, Nick Drake, Tori Amos, Depeche Mode e The National, raccontate in prima persona. Protagonisti e interpreti: Barbara Della Porta ed Elettra (voci cantanti), Anna G Gala e Roberta D’Intinosante (voci narranti), Fiorenza Panaccio (tastiera), Mauro Spada e Francesco Politi dei BuenRetiro (basso, chitarra e effetti).
A intervallare i momenti e a conclusione della serata, “Unintelligent love songs”, djset di Luca Benni e Juliet Burke.
A seguire torna ROCK YOUR HEART,la notte rock tutta da ballare,special guest sAx PISTOLS MUSIC SELEKTA !!!
Tiger! Shit! Tiger! Tiger! – Forever Young
Picchia duro Forever Young dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger!. Picchia talmente duro che la testa si spacca in due. La sensazione è quella del sudicio locale sudato nell’underground di New York, sembra quasi di bere birra con Thurston More fantasticando sulle dimensioni del pene di Kim Gordon, una presa diretta con l’illusione concreta del live, un Indie Rock made in USA. Non potrebbe essere altrimenti, a pensarlo registrato diversamente mi viene quasi un conato irrefrenabile e capisco che questo è il modo perfetto per spezzare la classica monotonia. Insomma, non è la solita cosetta Indie italiana modaiola e fighetta dallo spessore limitato, qui la musica esce fuori dal supporto materializzandosi improvvisamente. Che poi il concetto di fighetto possa assumere altre dimensioni sta all’ascoltatore deciderlo, in questo caso direi senza pelazzi increspati sulla lingua che Forever Young è roba Figa con la F maiuscola.
Dal primo pezzo che titola l’album vengono subito via tutti i dubbiosi preconcetti, Forever Young parte violento e incessantemente martellante (con “Forever Young”), chitarre storte che prendono largo anticipo sulla mia visione delle cose e poi stiracchio le gambe al suolo. Come essere calpestati da un escavatore e provare piacere. “Golden Age” mischia entusiasmo e tristezza, come alitare sulla propria immagine allo specchio. “Twins” t’ingoia per poi risputarti, echi di batteria incontrollabili. Per qualche assurdo motivo sento avanzare una tachicardia inspiegabile, ci sarebbe da lasciarsi scoppiare il cuore nella cassa toracica. Bellezza del sound sporco in “Whirlwind Weekend”. Poi il susseguirsi del percorso di Forever Young mantiene sempre una logica precisa, la gradazione continua a salire e l’enfasi del disco non lascia speranza a chi cercava di disfarsene senza rimanerne coinvolto. Le tempeste nella mente vengono pian piano spazzate via dalla più esplosiva “Rage”, volentieri accolta dal mio corpo come l’ultimo Negroni delle quattro del mattino, insostituibile.
I Tiger! Shit! Tiger! Tiger! scommettono molto su questo lavoro mettendo sul piatto un sapore difficile per intenditori dal palato fine, non esiste mai quella volgare banalità che a tutti farebbe comodo ascoltare per non ritrovarsi a fare i conti con della roba in grado di estrapolare sensazioni nascoste con le quali vigliaccamente non vogliamo avere a che fare. Forever Young rimane sul gradino alto della musica scritta in questi ultimi periodi, un disco concettualmente mirato e suonato con una verve prepotentemente fuori dal comune, erano anni che non sentivo un suono che allo stesso tempo esprimesse rabbia e felicità con una naturalezza impressionante. I Tiger! Shit! Tiger! Tiger! trovano il giusto equilibrio in questo disco arrivando finalmente ad assumere una propria identità artistica, adesso sarei in grado di riconoscerli fin dalla prima nota, loro hanno saputo crearsi una fisionomia ben precisa che nessuno ormai riuscirà a staccargli dalla pelle. Forever Young è roba grande da godersi senza troppe precauzioni. E poi adoro i riverberi.